Don Nicola, nato a Gravina di Puglia, è il Monaco più giovane e più "creativo" della congregazione.
All'interno dell'Abbazia svolge la mansione di economo-procuratore, ossia provvede all'organizzazione alimentare della comunità, ma è anche e soprattutto un grande pittore.
Inizia giovanissimo il suo cammino religioso a Matera. Svolge il noviziato e studia Teologia a Monte Oliveto e, dopo l'ordinazione, riesce a ottenere il permesso di frequentare l'Accademia di Belle Arti. Per un anno studia a Roma, dove frequenta la Scuola libera del Nudo, e per altri tre a Firenze. Diviso fra la passione per la corrente surrealista e il figurativismo medioevale, ama partire dal reale per trasfigurarlo in oniriche composizioni. I suoi soggetti spaziano da paesaggi astratti a ritratti e nudi, caratterizzati da un acceso cromatismo, spesso mitigato nei pacati riflessi del blu. Ha partecipato a fiere (la prima edizione di Miart), collettive e le sue opere sono state esposte nella Galleria "Lo Spazio" di Brescia.
Non vive come contraddittorio l'essere Monaco e pittore. Gode del privilegio di essere libero e di non dover cedere a compromessi per la necessità di vendere.
Don Nicola si dedica anche al restauro di libri, antico patrimonio della cultura monastica. Si tratta tuttavia di un hobby, più che di un lavoro vero e proprio, poichè il Monaco non deve sottrarre tempo alla preghiera e alla meditazione. Forse in un futuro, con l'aumento delle vocazioni, l'attività potrebbe trasformarsi in una risorsa per l'Abbazia.
Insieme a Don Simone si occupa della liquoreria, dove viene prodotto l'ottimo amaro dal nome Flora.
